Tra Dolcedo e la Val Prino: la ricchezza dei prodotti e dei saperi artigianali liguri
Pianificare una vacanza nell'entroterra della Liguria di Ponente significa scegliere di esplorare un territorio dove la terra e le mani dell'uomo si raccontano da secoli. È un viaggio che va oltre le spiagge, addentrandosi in un paesaggio di colline terrazzate, borghi storici e una cultura fatta di prodotti autentici e di saperi tramandati.Il paesaggio come storia: la coltivazione dell'olivo in Val Prino
Quando si parla di prodotti locali in questa parte di Liguria, non si può non partire dall'olivo. La Val Prino, che si estende dalle alture collinari di Costa Carnara fino al mare, è un esempio lampante di come la natura e la tenacia umana abbiano plasmato il territorio. Qui, le colline sono modellate da infinite fasce di pietra a secco, i muretti che sorreggono gli uliveti. Non sono semplici confini, ma veri e propri monumenti all'ingegno contadino, costruiti senza malta, solo con la sapienza di incastrare le pietre per resistere al tempo e alle intemperie. Questi terrazzamenti ospitano prevalentemente la cultivar Taggiasca, una varietà di olivo che è diventata simbolo di questo angolo di Liguria. Introdotta probabilmente dai monaci benedettini di Taggia intorno al VII secolo, questa pianta ha trovato qui il suo ambiente ideale. I suoi frutti, piccoli e scuri, danno un olio extra vergine dal sapore fruttato, con note di mandorla e un leggero pizzicore finale, caratteristiche che lo rendono riconoscibile e apprezzato ben oltre i confini regionali. La raccolta, spesso ancora manuale o con mezzi che non danneggiano la pianta, è un momento di fatica e tradizione che si ripete ogni anno, garantendo una qualità che è il risultato di secoli di esperienza.Dall'orto alla tavola: la stagionalità dei sapori
L'agricoltura ligure, specie nell'entroterra, è da sempre legata a un'idea di autoproduzione e consumo locale. Le piccole aziende agricole e gli orti familiari, spesso inseriti nel contesto delle fasce, producono una varietà di ortaggi ed erbe aromatiche che riflettono la stagionalità e la ricchezza del terreno. Pomodori, zucchine, melanzane, basilico, rosmarino, timo: sono ingredienti semplici ma fondamentali per la cucina del Ponente. In estate, la terra offre il massimo della sua generosità. I frutti della stagione, maturi e profumati, sono la base per preparazioni fresche e genuine. Non c'è bisogno di elaborate ricette: la qualità della materia prima è già sufficiente a creare piatti che raccontano il territorio, dal pesto preparato con basilico fresco alle torte di verdure ripiene, fino alle insalate arricchite con olive Taggiasche. Questa cultura del prodotto a "km zero", ben prima che il concetto diventasse di moda, è parte integrante dell'identità ligure, un modo di vivere e consumare che privilegia la vicinanza e la tracciabilità di ciò che si porta in tavola.Le mani che creano: l'artigianato tra tradizione e necessità
Accanto ai prodotti della terra, la Liguria di Ponente conserva anche un patrimonio di saperi artigianali. In un territorio in cui la sussistenza ha richiesto per secoli ingegno e capacità manuali, l'artigianato non è solo espressione artistica, ma spesso anche risposta a esigenze pratiche. Non si tratta di produzioni su larga scala, ma di oggetti che riflettono la pazienza e l'abilità di chi lavora con materiali semplici e tecniche tramandate. Si possono trovare esempi di lavorazione della pietra, legata alla costruzione dei muretti a secco e delle case nei borghi. Oppure manufatti in legno, spesso ricavati dagli alberi locali e trasformati in utensili o oggetti d'arredo essenziali. La ceramica, pur non essendo una tradizione diffusa come in altre regioni, ha avuto i suoi momenti di espressione, spesso con decorazioni che richiamano i motivi marini o floreali del territorio. Anche la tessitura e la lavorazione delle fibre naturali hanno avuto un ruolo, in passato, nella creazione di cesti e contenitori utili per la raccolta agricola o per il trasporto. Questi mestieri, seppur meno visibili oggi rispetto al passato, rappresentano un legame con la storia e l'identità del luogo. Non sono solo oggetti, ma testimonianze di un modo di vivere e di produrre che valorizza il lavoro manuale e la conoscenza dei materiali.Un'esperienza autentica in Val Prino
Esplorare la Val Prino e i suoi dintorni in estate significa avere l'opportunità di apprezzare questa ricchezza. Le giornate lunghe permettono di passeggiare tra gli uliveti, di scoprire i piccoli borghi che si aggrappano alle colline e di assaporare i frutti di una terra generosa. È un modo per connettersi con la storia e le tradizioni di un territorio che ha saputo mantenere la sua autenticità, offrendo ai visitatori un'esperienza concreta e lontana dalle solite rotte turistiche. Si tratta di cercare la qualità nelle piccole cose, nel sapore di un olio, nella fragranza di un'erba aromatica o nell'unicità di un oggetto fatto a mano, tutti elementi che raccontano la storia di questa Liguria collinare.Il Consiglio di Davide: In piena estate, le giornate sono lunghe e il sole può picchiare forte sulle colline della Val Prino. Se avete in programma di esplorare i sentieri tra gli ulivi o i vicoli dei borghi interni, partite sempre presto la mattina o nel tardo pomeriggio, dopo le 17:00. Portate con voi una borraccia d'acqua capiente e un cappello per proteggervi, anche quando il cielo sembra velato.